QR-code GreenPass: “Una miniera di dati personali”

Resistete dalla tentazione di esibire il green pass !

L’indicazione arriva dal Garante della Privacy che lancia l’allarme sulla pericolosità di condividere sui social network la foto del certificato verde.

Sempre più persone stanno infatti pubblicando sui social network la foto del loro Green pass, mossi dalla gioia di condividere l’avvenuta vaccinazione. Ciò che viene suggerito, dunque, è quello di limitarsi a condividere la notizia con il mondo senza mostrare il codice elettronico.

Il garante della privacy, Guido Scorza, ha messo in guardia sui possibili rischi che si corrono diffondendo sui profili social l’immagine del proprio Green Pass, la certificazione europea che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o la negatività a un test per il Covid-19.

Scorza ha spiegato che il QR-code del Green Pass è assolutamente personale: “È una miniera di dati personali invisibili a occhio nudo ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri”.

Attraverso il codice è, infatti, possibile sapere chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto e con quale tipo di vaccino, se abbiamo contratto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone e l’esito dello stesso. Tutte informazioni che non devono essere note a tutti, ma soltanto alle forze dell’ordine e a coloro autorizzati a visionarle in caso di controllo.

Quali sono i rischi?

Qualsiasi uso diverso da quest’ultimo è dunque pericoloso per sé stessi e per gli altri. Infatti diffondere i nostri dati personali potrebbe danneggiare anche altre persone, facilitando così la circolazione di QR-code falsi che finirebbero per aggirare l’obiettivo della circolazione sicura.

Vi segnaliamo, a tal proposito, sul sito del Garante Privacy, la pagina interamente dedicata al tema “Coronavirus e protezione dei dati”, in cui troverai tutti gli approndimenti e le direttive in materia.